Un vademecum di dieci punti (più uno) per quando si fa una nuova stalla

Per cominciare, ovviamente, la domanda più importante: per quale motivo dire nel titolo “dieci punti più uno” e non, già che ci siamo, undici? Giusta osservazione, che merita una risposta, anzi due.

La prima è che un titolo con dieci punti è come un vestito blu, va sempre bene, è sportivo ed elegante insieme, fa sempre la sua figura. Il fatto che i punti possano essere di più, non è un buon motivo per rinunciarci. La seconda è che l’undicesimo punto in realtà è generale, sta bene per conto suo perché – vedrete – è una vera e propria nuova filosofia che attiene al realizzare qualche cosa di nuovo.

Bene, dopo questo superfluo, e quindi piacevole, cazzeggio formale veniamo alla polpa.

Dunque, che i dieci punti (più uno) del vedemecum abbiano inizio.

  1. Non dare nulla per scontato. Ossia, non prendere per buone soluzioni che si sono dimostrate ottime in altre stalle, perché ogni stalla è una storia a parte. 
  2. Visitare più stalle possibile, cogliere per ognuna gli spunti più interessanti, considerare che è la vostra idea di gestione che deve guidare il materalizzarsi di una nuova stalla, non viceversa.
  3. Confrontarsi con tecnici preparati per discutere e ragionare sul progetto. Tecnicic che conoscano bene cosa è una stalla, cosa è la gestione di una mandria, quali sono le criticità, fin nei minimi dettagli. Progettisti che ne sono tanti, progettisti bravi un po’ meno, progettisti molto bravi ancora meno.
  4. Considerare i fenomeni meteo estremi a cui sempre di più andremo incontro, in per il caldo estivo, e creare tuti quegli accorgimenti per ridurne l’impatto negativo.
  5. Attenzione alla biosicurezza: l’organizzazione degli spazi (interni ed esterni) deve essere tale da permettere di lavorare nella massima biosicurezza.  
  6. Attenzione ai predatori: sono un problema sempre più grave e sono sempre più numerosi e audaci (un po’ come chi li difende sempre, a prescindere).
  7. Creare le condizioni affinché sia possibile inserire anche successivamente livelli crescenti di automazione e nuove tecnologie.
  8. Creare le condizioni di massimo benessere per gli animali che ci entreranno.
  9. Considerare i gas in uscita dalla stalla, che devono essere ridotti il più possibile, sia per le fosse di stoccaggio (copertura) che per le parti aperte. Idem la migliore gestione possibile delle deiezioni.
  10. Massimo risparmio energetico in tutte le soluzioni adottate. 

E il punto finale aggiuntivo? 

Eccolo: considerare la decostruibilità.

Qualunque nuova costruzione deve prevedere le modalità di recupero dell’area allo stato originale, terminato il ciclo di utilizzo ipotizzato, e quindi vanno conteggiati modalità e costi di rimozione (ed eventuale recupero) dei materiali utilizzati.