Un bacino di stoccaggio aziendale per l’acqua potabile?

 

Guardando le previsioni meteo per la prossima settimana, pensando a come è andata sino ad ora la stagione (piogge diventate una rarità e necessità di irrigare quando e dove mai nessuno avrebbe creduto di doverlo fare), pensando poi alla pochissima neve arrivata in inverno e ai livelli delle falde, penso che la scelta di questo allevatore sia stata tutt’altro che eccentrica, ancorché inusuale (io è la prima volta che la vedo).

 

Che ha fatto?

 

Un passo indietro.

 

Ha una stalla di oltre 200 capi in mungitura ed è chiaro a tutti quanta acqua serva solo per garantire la necessaria abbeverata di una mandria del genere (vacche in lattazione, asciutte, rimonta). E poi c’è il resto.

 

Era rimasto colpito anni addietro da un problema idrico che aveva azzerato per un tempo considerevole la funzionalità dell’acquedotto e aveva chiuso la disponibilità di acqua in una stalla di conoscenti.

 

Bastano 24 ore senza acqua e il disastro è servito, figuriamoci se la cosa si protrae.

 

È vero, ci sono i pozzi per molte aziende, ma andrei piano a considerarli inesauribili con le nuove stagioni e il nuovo clima in arrivo (o forse già arrivato).

 

Torniamo a noi.

 

Il nostro allevatore si è costruito un bacino di stoccaggio per l’acqua, che gli garantisce un’autonomia di svariati giorni.

 

Un po’ come certe industrie che hanno il serbatoio dell’acqua pieno in caso di incendio.

 

Lo stesso. Non lo sta utilizzando. È lì, in caso di problemi, pronto ad erogare l’acqua che serve.

 

 

Ma è una sicurezza non da poco per chi, saggiamente, considera finito il tempo dell’acqua sempre e comunque a disposizione.

 

 

IMG_4847.jpg

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *