Silenzio, zero visite: e si scopre che si lavora molto meglio

C’è una cosa che colpisce in questi giorni: il silenzio surreale che ci circonda, almeno per coloro – pochi, temo – per i quali non è interrotto dalle sirene delle ambulanze, e allora tutto si fa di ghiaccio.

 

Però, per stare a noi, l’emergenza in corso ha fatto provare una situazione nuova nella vita di una stalla: la tranquillità, il silenzio, la quiete.

 

Una tranquillità, un silenzio, che sembrano essere colti anche dagli animali in stalla: più di una testimonianza in merito lo descrive. Del resto per animali come i bovini, nati come prede, tutto ciò che è tranquillità, assenza di cambiamento, routine tranquilla, poche persone in giro è quanto di meglio possano chiedere.

 

Lo stesso vale per chi lavora in stalla: un conto è iniziare e finire un lavoro senza essere disturbati, un conto è essere interrotti da mille imprevisti – diciamo pure visite inattese – e dover riprendere ogni volta, magari un po’ più di fretta, magari un po’ più nervosi, quel che si stava facendo.

 

E veniamo al dunque.

 

Questo periodo può insegnare a tutti che il flusso delle visite in stalla (venditori e tecnici vari) non deve per forza essere lasciato al caso, senza una programmazione, senza la possibilità di gestire la cosa e non subirla.

 

Perché non organizzare le entrate, stabilendo, ad esempio, un giorno alla settimana, o due, o un paio di pomeriggi, in cui concentrare le visite in stalla? E, già che ci siamo, limitarle a chi si è debitamente prenotato?

 

Ci sarebbero tanti vantaggi a fronte di zero svantaggi.

 

Innanzitutto si farebbe un primo filtro, all’atto della prenotazione, tra chi può potenzialmente proporre qualche cosa di interessante e chi farà perdere tempo.

 

Inoltre si arriverà all’incontro con la possibilità di riordinare le idee prima sul dato argomento, potendo così discutere della proposta con dati e non solo con sensazioni.

 

Già, direte: ma così devo stare continuamente al telefono per rispondere alle chiamate di chi vuole proporre questo o quello. Non necessariamente: ad esempio, chi ha qualche cosa di interessante può proporlo in un breve video che vi girerà, vi spiega, vi mostra, e poi voi vi guardate con comodo quando volete, e, se la cosa vi interessa, piazzate l’appuntamento.

 

Ovviamente si ridurrebbe il numero degli ingressi, che non è una brutta cosa, per la tranquillità del lavoro e per la sicurezza sanitaria.

 

 

E il lavoro ne trarrebbe giovamento sicuro: perché ci sarebbero giorni nei quali avrete la ragionevole sicurezza di non avere nessuno in stalla di indesiderato.

 

Mettete insieme le mezz’ore  passate solo per gestire ogni giorno questo flusso continuo di presenze e poi vedrete che fissare uno o due pomeriggi alla fine è anche un bel risparmio di tempo.

 

Un bel cartello fuori dalla stalla e sulla pagina Facebook dell’azienda spiegherà che ricevete solo su appuntamento e solo in determinati giorni e orari. Il via-vai ininterrotto non è cosa logica e nemmeno produttiva.

 

IMG_0749