Separato per la lettiera? Da maneggiare con cura, ma quanti vantaggi

Ci sono sempre più aziende che guardano al separato come alla quadratura del cerchio per il problema del materiale da lettiera.

Tuttavia la questione è delicata, perché si sa da dove arriva e quali rischi di innescare fermentazioni ci possono essere, con riflessi immediati sulla salute della mammella. 

Anche di questo si è parlato ieri sera nella chiacchierata con Paolo Moroni, a cui vi rimando (e che potete vedere cliccando qui).

Sostanzialmente che ha risposto il prof. Moroni?

Massima attenzione, diciamo: maneggiare con cura, perché i separatori mettono a disposizione del materiale che è ancora troppo umido. Quindi meglio usarlo fresco. Anzi, togliamo il meglio: usarlo fresco, senza lasciarlo in cumuli per alcuni giorni, peggio ancora se allo scoperto, per non ritrovarsi a distribuire del materiale in cui sono già partite pericolose fermentazioni. E, tra il separato da liquame e da digestato, meglio il secondo. 

A proposito di questo argomento, ho da poco visitato una bella stalla che da svariati mesi è proprio passata all’uso di separato da liquame al posto della paglia.

Come consigliato, usano solo prodotto fresco, distribuito appena prodotto da un separatore ad alta efficienza. Ogni giorno fanno una fila di cuccette. Nessun cumulo, nessuno stoccaggio. Aggiungono al separato del carbonato di calcio per ridurre l’umidità e poi distribuiscono.

Risultati? 

Per cominciare un risparmio secco sull’acquisto della paglia. Non solo. Considerando il costo dell’impianto di separazione e quindi le sue quote di ammortamento, il costo energetico, il costo del carbonato, l’attuale lettiera ha un costo di 3 euro/ql. La precedente 11 euro/ql. 

È tutto? Non ancora. Perché va considerata la circolarità della faccenda che c’è ora e prima non c’era. Non c’è più acquisto di paglia dall’esterno dell’azienda, ma si utilizza e riutilizza in maniera circolare quello che c’è. E anche l’ingombro delle fosse, di conseguenza, è minore, perché c’è sempre la stessa quota di solido, più o meno, che è coinvolta. Viene tolta prima per essere reimmessa poi. La riduzione del volume in vasca è di circa il 20%.

Infine, un altro dettaglio non da poco: i sensori hanno rilevato 80 minuti in più al giorno di tempo passato in cuccetta con la nuova lettiera, da parte delle bovine. 

Già, ma il latte, la mammella, le cellule? Si stanno facendo verifiche continue, anche con il coinvolgimento di istituti di ricerca, ma finora non si sono notati problemi alle bovine comne al latte e alla sua caseificazione.

Quindi, via libera senza “se” e senza “ma”? Calma, siamo solo all’inizio di un percorso.

Quel che però è certo che i vantaggi sono tanti e anche la ricerca deve dare risposte non sul “se” usare il separato, ma “come” usarlo in sicurezza. 

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