Qui non c’è il gruppo di asciutta (stanno sempre tutte insieme)

Vacche asciutte e vacche in lattazione nello stesso gruppo. Esatto, avete letto bene: qui non c’è il gruppo di asciutta. Quindi, fino a 2-3 giorni dal parto, le bovine se ne stanno con le altre vacche. Gruppo unico, quindi, ma nel vero senso della parola: infatti c’è solo quello. Più unico di così.

Dato che anche voi non credo ne abbiate viste tante di stalle del genere (ovviamente si parla di stabulazione libera), vediamo qualche dettaglio della faccenda. 

Per cominciare la stalla ha un’impostazione volta a ridurre al minimo l’impiego di manodopera, perché se ne occupa una sola persona e capita che a volte non ci sia per un giorno o due (l’incarico è di una certa importanza nel mondo agro-zootecnico, ma non è questo il punto). Dunque anche la questione dell’asciutta rientra in questa filosofia. 

Come rientra, ovviamente, il robot di mungitura. In stalla ci sono mediamente una cinquantina di vacche in lattazione, più le asciutte. Nella stalla c’è anche il gruppo delle manze gravide, separato dalle altre bovine nell’estremità della stalla opposta a quella dove c’è il robot di mungitura e un box su paglia per la separazione delle bovine in prossimità del parto. 

Essendoci il robot di mungitura (non è l’unico robot, c’è anche quello per la rimozione delle deiezioni) il fatto che le bovine asciutte stiano insieme a quelle da mungere non crea particolari problemi: anche le asciutte hanno accesso al robot, che però non munge, ovviamente, e neppure rilascia concentrato. Pertanto non resta loro altro da fare che uscire e lasciare posto a bovine che devono essere munte. 

I vantaggi? Come spiega l’allevatore, c’è la questione del risparmio di lavoro nel separare le bovine e metterle in un box a parte. Non solo. Collegato a questo c’è un vantaggio da non sottovalutare: non c’è stress per le bovine dovuto a spostamento e creazione di una uova gerarchia nel recinto delle asciutte. Le bovine stanno infatti sempre insieme, il gruppo praticamente non cambia mai. 

Certo, potremmo obiettare un certo ostacolo alla piena efficienza del robot, dato che la circolazione anche delle bovine asciutte ritarda l’accesso di quelle da mungere, ma vale anche un concetto opposto: per tutte le bovine il robot è una presenza abituale ogni giorno, senza una sosta per la fase di asciutta e la necessità poi di riabituarsi dopo il parto.

E poi c’è la questione delle densità: che ce ne siano di più o di meno in asciutta non cambia nulla per la densità degli animali in lattazione o, appunto, in asciutta. Cosa che invece è la prassi laddove il recinto delle asciutte non sempre è sufficientemente ampio (o modulabile) per fare fronte alle fasi con molte bovine a fine lattazione. 

Questo, ovviamente, non significa certo dire che non serve il recinto di asciutta, intendiamoci bene. Però il concetto che ogni stalla possa trovare la sua strada per ottimizzare il trittico struttura-gestione-animali trova sempre nuove conferme.

Anche abbastanza inconsuete, come qui. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *