Ricambio generazionale: il grande problema sotto il tappeto

Avrete fatto tutti l’esperienza tanto cara a noi uomini quando ci si mette a fare qualche mestiere domestico: si pulisce alla meglio e, se possibile, si nasconde alla meglio un po’ di polvere qua e là per fare prima. Laddove c’è un tappeto  a portata di mano poi la tentazione è praticamente irresistibile.

Il problema c’è, rimane, ma non lo si vede apertamente e quindi si rimanda a data da destinarsi la sua soluzione. 

Bene, questa introduzione domestica ha il solo scopo di arrivare al dunque: il ricambio generazionale nelle aziende zootecniche è un bel problema, anche se pochi, anzi, pochissimi, ne parlano e lo considerano in tutte le sue sfaccettature. 

Certo non è un problema per l’oggi, ma già il domani potrebbe presentare il conto.

Nelle nostre aziende l’età media è alta, e non sono così tante quelle nelle quali il processo del ricambio è stato incanalato come si deve. E non si pensi – laddove ci sono figli pronti a prendere il posto dei padri – che sia una cosa scontata, facile, senza problemi il passaggio del testimone. Quando due generazioni si confrontano nella quotidianità del lavoro, è inevitabile che si confrontino anche idee, schemi mentali, abitudini consolidate, attitudini diverse. 

Aggiungiamoci l’elettronica sempre più presente in stalla, che crea delle barriere culturali di accesso non indifferenti. 

Insomma, non è facile il cambio generazionale. Non è facile perché – letteralmente – mancano le nuove leve per la curva demografica crollata, ma non è facile anche laddove queste nuove leve ci sono. 

Non è facile, soprattutto, per i padri, porsi in un atteggiamento di ascolto fattivo e reale, di disponibilità al mettersi in gioco, di volontà di capire realmente quello (ed è tanto) che le nuove generazioni hanno da dire e da dare. 

Vero, c’è una parte che deve “morire”, silenziarsi. C’è la sfida di fidarsi, la tentazione da vincere del mettere tutto a tacere con un semplice “si è fatto sempre così”.

Il passaggio generazionale è un momento critico, rischioso, pieno di sfide e di incognite. Non sempre è facile capire quando va fatto un passo indietro e quando invece ne va fatto uno avanti, quando bisogna tacere o quando invece imporsi. Ma, proprio per questo, va preparato per tempo. Va preparato per tempo, soprattutto, un nuovo modo di pensare, di pensarsi e di pensare ai figli a cui un giorno affidare “le chiavi” dell’azienda. 

Torneremo su questo tema perché è fondamentale: non è scontato che un’azienda superi indenne il passaggio generazionale.  

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