L’uso (e forse un po’ l’abuso) della parola imprenditore applicato all’attività zootecnica

 

Molto si insiste, e giustamente, per dire che l’allevatore è, prima e soprattutto, un imprenditore. Colui cioè che unisce una serie di fattori produttivi al fine di ottenere un risultato prefissato, al costo minore per competere sul mercato ove lo stesso bene è offerto da altri.

 

Tuttavia trovo che qualche osservazione poco politicamente corretta, raccolta da un collega a margine di un incontro tra allevatori,  non sia fuori luogo.

 

Il concetto è: tutti sono allevatori, non tutti sono imprenditori.

 

È imprenditore colui che pervicacemente continua con un certo cliché gestionale, solo perché si è fatto sempre così, senza capire che ci sono segmenti della sua attività che gli costano molto di più di altre aziende, e lo fa perché non ha strumenti di analisi economica in grado di dare indicazioni economiche puntuali?

 

È imprenditore colui che fa le sue scelte operative in termini di scelta di servizi e prodotti più da un rapporto di simpatia e consuetudine col venditore che da valutazioni economiche che considerino pro e contro delle differenti opzioni?

 

È imprenditore colui che accetta tranquillamente parametri riproduttivi tanto distanti dai migliori senza muovere mari e monti per capirne le cause e provi rimedio?

 

È imprenditore colui che non conosce i costi di quanto produce in campagna, al punto che per tante aziende costerebbe meno comprare sul mercato quello che invece producono in proprio?

 

È imprenditore colui che valuta gli incontri di formazione professionale più dalla presenza o meno del pranzo o della cena a fine lavoro che di una effettiva necessità di colmare sue lacune?

 

È imprenditore colui che attende fideisticamente che tutto venga risolto dal prezzo del latte senza lavorare a testa bassa per mettersi al livello di produttività ed efficienza dei migliori?

 

Certo, facile è parlare (e scrivere), difficile fare. Ma essere imprenditori è un conto, fare volontariato è un altro.

 

 

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0 pensieri riguardo “L’uso (e forse un po’ l’abuso) della parola imprenditore applicato all’attività zootecnica

  1. Si potrebbe aggiungere che sul gradino più basso della scala non c’è l’allevatore, ma quello che si potrebbe definire più semplicemente “proprietario di animali”…

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