Le spese per i farmaci sono una spia della gestione

Quando si parla di spese per farmaci ogni azienda da latte è un caso a sé. Quello che stupisce è come siano possibili differenze così rilevanti tra una stalla e l’altra. Lo confermano le varie indagini presentate in diverse occasioni, con confronti tra i costi di produzione di aziende simili.

 

Sono cifre più che importanti, se moltiplicate per il numero degli animali presenti. Un lusso difficilmente sostenibile in tempi di difficoltà.

 

I numeri dicono che tra una stalla e l’altra, a parità di tutto il resto, c’è chi spende 1 e chi spende 3. Davvero non è la stessa cosa, specialmente in tempi di crisi.

 

Quando si spendono tanti soldi per i farmaci, o, meglio, quando si spendono tanti soldi in più di altre aziende simili alla propria per i farmaci, si dovrebbe avere il buonsenso di fermarsi, mettere in dubbio il proprio modo di lavorare e quello di chi collabora con noi, che sia pagato direttamente o che sia portato in dote in azienda con l’acquisto di prodotti o servizi.

 

Analizzare ogni segmento della gestione, verificare ogni angolo della stalla alla ricerca del punto – o dei punti – deboli che si traducono in un peggioramento della situazione sanitaria e quindi in un aggravio dei costi, è un lavoro che si ripaga sempre e porta l’azienda su un piano di redditività più alto e sostenibile. In senso economico, ma anche di accettabilità dell’opinione pubblica.

 

Meglio non aspettare quando questo dovrà essere fatto per legge. O che sia qualche trasmissione televisiva a ricordarlo. Si può già immaginare che tipo di messaggio passerebbe.

 

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