Le gabbiette fai da te e le lezioni sul benessere animale

Torniamo sull’argomento vitelli, vitellaia e sulle strutture che possono esserci nella medesima. 

Ieri vi avevo proposto una soluzione fai da te, che metteva insieme materiale di recupero e inventiva, col risultato che avete visto e che vi ripropongo in questa fotografia. 

Ripeto quanta già sottolineato. Nessuno può immaginare seriamente che una cosa del genere possa essere indicata come soluzione alternativa a strutture appositamente studiate e realizzate per l’alloggiamento dei vitelli. 

Tuttavia, in qualche specifica situazione, in un ambiente coperto e con buon ricambio d’aria, come sorta di nursery aggiuntive da usare come jolly per un tempo limitato, non ci vedrei niente di scandaloso. 

E però c’è chi si è scandalizzato di questa trovata, giudicandola offensiva al comune senso del benessere animale. Invocando (nientedimeno) interventi pronti e risolutivi delle teste di cuoio del benessere animale. 

Perché proprio qui sta la questione sottesa: “Se un allevatore fa una cosa del genere, chissà che razza di stalla ha, chissà che sofferenze per gli animali, che macello…”.

Ora, conoscendo bene questa realtà (lo sapete che sul Blog non faccio nomi, perché quello che mi interessa è fare emergere lo spunto) direi che la situazione è un pochino diversa, per usare un eufemismo.

Giudicate voi. 

Per cominciare i vitelli fanno pochissimi giorni in gabbiette singole, non più di quattro-cinque, per poi passare in una vitellaia in gruppo, con allattatrice automatica

Questa vitellaia è stata ricavata in un vecchio portico, è ampia, aperta ma protetta dalle correnti, su lettiera compost lavorata quotidianamente, con destratificatori a soffittogrande spazio e, dettaglio che in verità non vedo in molte stalle, spazzole a misura di vitelli

Non solo: c’è anche un paddock esterno, a cui i vitelli possono accedere a piacere. I metri quadrati per capo sono addirittura esagerati. 

Quanto al benessere direi siamo alla soglia del viziare gli animali. 

Dopo lo svezzamento passano nella stalla della rimonta, che vi avevo proposto in un precedente articolo, perché siamo in presenza di (quasi) un’opera d’arte. 

Occupa metà della stalla (l’altra metà è per le vacche in lattazione, con robot esattamente al centro della struttura) in senso longitudinale. 

Nell’area più esterna ci sono numerosi box in successione, in base all’età degli animali presenti. Primo punto importante: tanti box, per poter fare gruppi poco numerosi e potere gestire una alimentazione differenziata per tre fasi di sviluppo

Tutto qui?  

Calma, adesso viene il bello. 

Già, perché per ogni box corrisponde un mini paddock su lettiera (fatta con digestato separato, lo stesso che si usa per le cuccette) a cui vitelle e manzette possono accedere liberamente, H 24. 

Questo mini paddock va verso l’interno della stalla, come si può ben vedere dalle immagini. 

Vista la massima apertura della stalla, è come se fossero all’aperto, ma con il vantaggio di essere sotto un tetto, con estrattori che contribuiscono a mantenere asciutta la lettiera e ricambiata l’aria. 

La lettiera viene lavorata ogni giorno. Quando la mattina si distribuisce l’alimento in corsia di alimentazione gli animali vanno tutti nel recinto. A questo punto si chiude il cancello di ogni box, si ripiegano i cancelli che delimitano i mini paddock sulla lettiera e si passa con uno strigliatore per arieggiare la lettiera. 

Quindi si rimettono i cancelli nella posizione originaria, si riaprono i box e per 24 ore nessuno disturberà più gli animali, che in genere se ne stanno beati nella parte a lettiera. 

Alimentazione per fasi, massimo benessere, gruppi di animali ridotti per ogni box, possibilità di fare movimento, clima controllato: questo è benessere e buona gestione, reso possibile da una intelligente creazione di spazi di allevamento. Ed è anche la migliore assicurazione per avere in futuro bovine produttive, sane e resistenti in stalla. 

Bene, direi che può bastare come integrazione all’articolo di ieri e, per quel poco che vale ovviamente, il mio parere è che si tratti di una stalla dove il tema del benessere animale è preso molto, molto sul serio.

E che potrebbe reggere il confronto con molte, molte stalle…

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