Latte, consumo di antibiotici, piani vaccinali: qualche spunto della Serata di ieri

Il piano vaccinale è un vestito da cucire con cura a misura della stalla. Niente copia e incolla da altre realtà, niente mode e sentito dire di questo o quello che funziona meglio o peggio. Perché un vaccino non è un pulsante, non è un interruttore, che accende o spegne qualcosa. 

È uno strumento straordinario che però, per dare tutti i risultati che si desiderano, deve incontrare un animale e una mandria in forma, senza stress, senza sovraffollamento, con alimentazione di qualità, misure igieniche e strutture di allevamento adeguate. 

Perché produrre anticorpi è un lavoro duro, una gran fatica per l’organismo, e solo soggetti in buona forma possono riuscire a farlo al meglio, una volta ricevuto il vaccino. 

È uno dei tanti, interessanti, passaggi della Serata Steaming Up di ieri, dedicata – insieme agli amici della Cooperativa San Lorenzo – a ragionare su come sia percorribile una strada produttiva con meno antibiotici. 

Un percorso obbligato, per tante ragioni: il problema delle antibiotico-resistenze non è cosa da poco e richiede sforzi congiunti e impegnativi, anche per la zootecnica, anche per quella da latte che, tra i settori delle produzioni animali, è sicuramente uno dei meno importanti quanto a uso di antibiotici. 

Percorrere questa via richiede una mentalità aperta al cambiamento, perché utilizzare meno antibiotici è un importante tassello di un mosaico più ampio, che coinvolge protocolli di lavoro, strutture, spazi, biosicurezza. 

Che però, dove viene attuato con serietà e impegno, non tarda a dare risultati: concreti e di immagine. 

Certo, le cose sono un po’ più facili se l’azienda non è sola nel percorrere questa strada: unire le forze consente di mettere insieme le idee e costruire processi di innovazione importanti, che è poi la storia – una delle storie – interessanti della Cooperativa San Lorenzo, che con il suo “Progetto Farmaco” – presentato ieri sera, ha dimostrato come sia possibile mettere in campo iniziative che vanno ben oltre la creazione di una massa critica di compratori per avere prodotti scontati. 

Perché – come è stato spiegato – il “Progetto Farmaco” è diventato nel tempo molto di più, generando iniziative che coinvolgono veterinari e allevatori e producono formazione, aggiornamento, confronto, messa a punto di protocolli, con particolare focus sulle vaccinazioni, strumento sicuramente primario per ottenere l’obiettivo desiderato della riduzione dell’uso di antibiotici. Ma altro è in programma, con un logo ad hoc per rendere questo progetto ancora più riconoscibile.

Insomma, vale la pena andare a riguardarsi le Serata di ieri, cosa che potete fare comodante cliccando a questo link su Facebook (che ieri ci ha dato qualche problemino in apertura) oppure lo potete trovare anche sul canale YouTube di Steaming Up.

Serata ricca di contenuti ma anche di ospiti (come potete vedere dalla locandina) ognuno dei quali ha dato un bel contributo da una specifica prospettiva: la sanità pubblica, il veterinario di stalla, l’allevatore. E, ovviamente, la prospettiva dell’agire in cooperativa. Unire le forze e le idee non è indispensabile, certo, per risolvere problemi. 

Ma quando questi diventano complessi è certo un grande aiuto. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *