L’asta della (piccola) speranza

 

L’Osservatorio sul mercato dei prodotti zootecnici (www.ompz.it) ha nei giorni scorsi presentato alcuni dati riguardanti la produzione di latte in Europa e in Italia. Dati che indicano come il fiume in piena sia ancora lontano dal rientrare negli argini.

 

Tuttavia, sempre da parte dell’OMPZ viene segnalato come l’asta del Global Dairy Trade, svoltasi il 5 aprile scorso, abbia fatto segnare una inversione di tendenza per i prezzi medi di alcuni prodotti lattiero-caseari. Roba piccola, ma da tempo non si leggevano segni di recupero su alcunché avesse a che fare con prezzi di cose legate al latte.

 

Leggeteli bene, perché sono gli unici dati che possano essere letti con una punta di ottimismo.

 

Potremmo aggiungerci anche quelli ISTAT sulla ripresa del potere d’acquisto delle famiglie (+0,8%), che ha determinato una crescita nella spesa alimentare nel 2015. Potremmo, se non fosse che la carne (-5,8%) e i lattiero-caseari (-3,4%) hanno continuato a navigare in territorio negativo al contrario di prodotti ittici (+4,8%), ortaggi (+2,5%) e frutta fresca (+4,7%).

 

Tornando all’asta (della speranza) il rialzo più consistente – spiega l’OMPZ – è stato per il Cheddar, +11,2%, arrivato a 2.444 € per tonnellata. In salita consistente anche le caseine, +6,2%, per un prezzo di 3.904 € alla tonnellata. Rialzi più contenuti invece per lattosio e burro anidro, rispettivamente +3,5% e +3,9%.

 

 

Non solo segni più. Il latte intero in polvere è infatti arrivato a 1.771 € per tonnellata (-0,2% rispetto alla precedente asta del 15 marzo), la variante scremata è scesa in maniera più consistente, -2,8%, giungendo a 1.514 € per tonnellata. Il burro ha perso il 3,4% giungendo a 2.377 € per tonnellata.

 

Insomma, per capire un po’ di più servirà aspettare la prossima asta del 19 aprile.

 

Certo è che la fiammella dell’ottimismo fatica a fare luce se si leggono i dati sulle consegne di latte in Unione Europea fornite da Eurostat relative a gennaio 2016.

 

L’aumento è del +5,2% rispetto a gennaio 2015, con un crescita di circa 621 mila tonnellate di latte.

La Germania ha incrementato le proprie consegne di 146 mila tonnellate, un aumento percentuale pari al 5,6%; la Francia, sempre rispetto allo stesso mese della stagione precedente, ha consegnato l’ 1,6% in più (circa 34 mila tonnellate). In termini percentuali il paese con la maggiore crescita è stata l’Irlanda, +19,5%, mentre in termini di volume il maggiore aumento l’hanno avuto i Paesi Bassi, con 163 mila tonnellate. In Italia la produzione è cresciuta dello 0,9%, per un volume di circa 8 mila tonnellate in più.

 

Guardando ai dati cumulati, nei primi dieci mesi della campagna 2015/16, sono state superati 128 milioni di tonnellate di latte, un incremento del 3,5% rispetto allo stesso periodo della campagna precedente.

 

Ognuno può fare le sue valutazioni su questi numeri, certo è che nessuno ancora sa vedere la luce in fondo al tunnel. E anche chi la vede non può escludere che quella luce non sia piuttosto  il fanale di un treno che arriva in senso opposto

 

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