La manza del vicino

Quello che conta è il risultato. E non è detto che il risultato migliore si ottenga, in determinati casi, seguendo il sentiero che tutti seguono.

Chiariamo meglio il concetto.

Tutti gli allevatori di vacche da latte si sentono nel profondo anche selezionatori e grandi esperti di genetica. In genere lo sono. E, quindi, considerano con orrore l’idea che la rimonta della stalla non sia fatta da loro stessi.

Questa è la prassi, talmente radicata e rispettata da poter essere scolpita sulle tavole di pietra dell’allevamento da latte come una delle leggi fondamentali.

Bene, così stavano le cose ieri, così stanno oggi. Così sarà anche domani?

Per la maggioranza probabilmente sì, ma potrebbe anche crescere il numero di “eretici” che già oggi hanno rinunciato a farsi la rimonta in casa.

Non è detto che chi acquista giovani animali sia necessariamente solo chi ha problemi di durata in stalla della sua mandria o difetti nella capacità di produrre adeguata rimonta.

Per qualcuno può essere una scelta razionale quella di rivolgersi all’esterno per la rimonta.

Produrre una manza non è una passeggiata: ci sono costi importanti da sostenere per almeno 24 mesi senza alcun introito (ore di lavoro, vaccini, lettiere), ma non è tutto. Non sempre a parità di costo, impegno e tempo corrisponde un risultato accettabile, ossia una manza sana, ben conformata, produttiva, resistente. In sintesi: una sicura promessa di lattazioni future.

Le ragioni che si possono mettere di traverso sono tante.

Per cominciare c’è tutto il management della vitellaia, che non è ovunque impeccabile, con il risultato di avere animali che hanno avuto problemi respiratori ed enterici che ne hanno minato la robustezza e pregiudicato – più di quanto si pensi – le possibilità di una carriera da lattifera produttiva ed efficiente.

E poi c’è la questione degli spazi.

Dove scarseggiano si finisce spesso con il sacrificare proprio quelli per l’allevamento della manza, che si vede così costretta a crescere in ambienti inadeguati.

A questo punto la scelta potrebbe essere radicale: tutta la stalla per la produzione di latte e le asciutte (con possibilità di crescere i capi della mandria non avendo più la rimonta che grava sul carico di peso vivo per ettaro) e acquisto delle manze gravide (o manze che hanno appena partorito) da stalle di fiducia, in grado di produrre animali con le caratteristiche genetiche e sanitarie desiderate.

Quanto alla mandria in stalla, fecondazioni solo con tori da carne e vendita degli incroci per l’ingrasso a un prezzo sicuramente più interessante dei vitelli di razza pura.

Al di là di ogni parere in merito, credo ci siano domande che un allevatore deve porsi e deve essere in grado di darsi una risposta corroborata da cifre certe.

  • Quanto spendo (in costi diretti e indiretti) per la produzione di una manza nel mio allevamento?
  •  Quali spazi mi occupa?
  •  Ho strutture soddisfacenti per avere il prodotto migliore?
  •  Ho una produzione di alimenti aziendale adeguata? Quanto, del mio tempo lavorativo, posso dedicare alle manze?
  •  Quanto incide nella produzione complessiva di liquami e quindi con i vincoli della direttiva nitrati tutta la rimonta?
  •  Ci sono alternative praticabili in grado di dare un risultato valido a costi uguali se non inferiori?

Queste domande sono veramente fatte in ogni situazione, al punto che l’autoproduzione della rimonta è realmente la scelta più adatta per ogni azienda che la pratica?

Forse no, forse ci sono aziende il cui costo di produzione della rimonta è tale – qualora si fosse in grado però di calcolarlo esattamente in tutte le sue sfaccettature – che la strada economicamente preferibile sarebbe quella di acquistarla fuori.

Personalmente ho visto di recente solo un paio di stalle che hanno fatto questa scelta, e i ragionamenti che ho sentito sono stati quelli a cui ho accennato sopra.

Certo, basati su numeri e conti, mettendo alla porta ogni sentimentalismo e ambizione di grande selezionatore.

Però – e su questo concorda chiunque abbia un po’ di sale in zucca – la stalla che resterà sul mercato sarà quella dove la scelta tra due o più opzioni sarà fatta unicamente basandosi sulla calcolatrice.

 

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0 pensieri riguardo “La manza del vicino

  1. Per quanto mi riguarda credo che in futuro bisognerà allevare solo la rimonta che serve per cui test genomici sulle vitelle, liberarsi subito delle peggiori, ET con seme sessato sulle migliori, impiantare gli embrioni anche sulle vacche e una volta raggiunte le gravidanze sessate necessarie fecondare con tori da carne o impiantare embrioni da carne in purezza! Ah dimenticavo, far partorire le manze la prima volta non oltre i 23 mesi!

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