La compagnia del vitello

Chi è un appassionato di Tolkien, ha letto (o visto il film) “Il signore degli anelli”, coglierà l’assonanza con “La compagnia dell’anello”. La compagnia del vitello, invece, riguarda l’effetto che avere propri simili accanto già dai primissimi giorni di vita esercita in termini di resilienza per la futura bovina.

Resilienza, ossia capacità di adattarsi senza troppi danni a cambiamenti e situazioni potenzialmente stressanti. 

È chiaro che un allevamento è a questi animali che deve fare riferimento.

Bene, continuiamo. 

La questione interessante, che abbiamo trattato anche nell’ultima Serata Steaming-Up con Lorenzo Leso (la potete trovare anche cliccando qui) è che vari studi dimostrano come vitelli che fin dall’inizio hanno contatti con loro simili sviluppano una maggiore capacità di adattarsi ai cambiamenti durante la loro vita.

E si sa che l’allevamento è, per forza di cose, un continuo succedersi di cambiamenti (pensate ai cambi di gruppo nelle varie fasi, spostamenti, nuove gerarchie da formare…) per animali che, da parte loro, i cambiamenti li amano pochissimo. 

Il percorso verso animali più resilienti, insomma, si costruisce dall’inizio. 

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