Gestire una crisi di comunicazione, sesto gradino: con un microfono e una telecamera davanti

Non capiterà, ma chissà, un po’ come le lotterie nazionali.

 

In questo caso è l’evenienza di avere davanti un reporter con microfono e telecamere, ovviamente arrivato di sorpresa in stalla. Una situazione estremamente stressante dice Sanger (arrivati al sesto gradino sapete chi è), anche se effettivamente potrebbe dirlo chiunque.

 

Istintivamente si tende alla difensiva, all rispondere d’impulso senza un’adeguata preparazione. Errore, dice. Meglio non dire niente. O, meglio, rispondere al reporter che, per accuratezza e amore di verità preferite fargli avere tutte le risposte, (meglio se in forma scritta) che desidera a breve, per evitare di dare dettagli errati.

 

Sanger dice che questo è molto ben accettato dal reporter, considerando che il suo obiettivo è quello di riportare esattamente le cose, senza errori. Sarà, ma con certe intrusioni e con certi soggetti che pongono domande e hanno già le risposte, quando si tratta di allevamento, qualche dubbio lo mantengo.

 

Prossimo gradino: la sfida di un’intervista a un giornale.

 

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