Gestire una crisi di comunicazione, quarto gradino: riconoscere le responsabilità

Continuiamo senza troppi preamboli, dato che al quarto gradino chi ha resistito sa già tutto.

 

Vediamolo il quarto consiglio di Chuck Sanger, che è poi quanto segnato nel titolo. 

 

Che vuol dire, ammettere comunque di essere nel torto? Nemmeno per idea! Primo perché non è vero, o almeno non è dimostrato. Tuttavia ci può essere qualche cosa che non va, è inevitabile: qualunque realtà complessa non reggerebbe senza macchia a incursioni piratesche di chi sappiamo.

 

Tuttavia, e questo è un passaggio interessante di quanto dice il nostro esperto, spesso chi attacca mediatamente non vuole la verità, vuole un colpevole, che ha già bello e individuato. 

 

Da qui ne deriva che negando le piccole cose che non vanno, ma sono tuttavia evidenti, si avvalorerebbe la tesi che anche in quelle grosse c’è del marcio, che è appunto quanto si vuole dimostrare.

 

Quindi? Quindi riconoscere che qualcosa non va – se effettivamente è così, chiaro –  e impegnarsi a sistemarla in tempi brevi, e dando appuntamento per verificare la veridicità dell’affermazione.

 

Prossimo step: dimostrare di essere etici in quello che si fa

 

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