Far capire (anche con un cartello all’ingresso) chi siamo e come alleviamo

Uno degli errori propri della stragrande maggioranza degli allevatori è pensare che ciò che fanno – e in particolare l’interesse per il benessere degli animali allevati – è una cosa talmente ovvia che non c’è nemmeno bisogno di dirlo.

Il bel risultato di questa convinzione è che nell’opinione pubblica (che di stalle, di allevamenti, di agricoltura in genere conosce ormai poco o niente) si è fatta strada l’idea esattamente opposta: che le stalle siano in realtà luoghi poco amichevoli verso gli animali.

Ovviamente su questo hanno soffiato sul fuoco sappiamo chi, ma hanno trovato gioco facile nell’assenza della controparte del respingere, motivando, questo modo di descrivere le cose.

Tempo fa scrivevo della possibilità e della utilità di avere all’ingresso della stalla un manifesto che descriva cosa si fa per il benessere degli animali, come questo stia a cuore e come si lavorerà per rimediare a eventuali punti critici ancora presenti. Lo stesso potrebbe essere riportato anche nella pagina social dell’azienda stessa.

E’ un modo di prendere posizione, collocarsi, mettere in chiaro che il benessere degli animali presenti in stalla è, prima di tutti gli altri, la preoccupazione dell’allevatore (certo, devono essere parole che trovano riscontro poi in quello che l’eventuale visitatore trova, altrimenti è un boomerang).

Un esempio?

Eccolo qui. Visto e fotografato all’ingresso di una bella stalla della provincia di Parma.

Come vedete si può anche citare, come in questo caso. E non serve chissà cosa: anche una semplice foglio.

Ma il messaggio che si dà è chiaro e funziona.

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