Durata dell’asciutta: vecchie regole e nuove scelte

Come spesso accade la regola universalmente accettata non cade dal cielo, ma si forma dal concentrarsi di studi e ricerche riguardo a quanto accade sul campo.

 

Tuttavia realtà nelle quali le produzioni arrivano a medie estremamente alte, fanno sì che quelle regole definite per situazioni meno performanti richiedano nuove investigazioni per dare un supporto scientifico a quello che si comincia a fare sul campo, per tentativi.

 

Ad esempio sulla durata ottimale dell’asciutta. Sessanta giorni, è la risposta. Il che è anche quello che si rileva maggiormente sul campo ed è anche la tempistica comunemente considerata come standard di riferimento.

 

Tuttavia cresce il numero di coloro che questi due mesi li stanno accorciando e, a casa loro, stanno definendo nuovi standard. Si tratta di stalle in genere con altissime produzioni, con bovine che ai fatidici due mesi prima della data di parto fanno ancora tantissimo latte.

 

Asciugarle è spesso operazione traumatica per la bovina, da un lato. Dall’altro ci sono tanti litri di latte a cui rinunciare. Ecco allora perché, come mi spiegava un allevatore di altissima fascia (che vedremo presto in un reportage su Professione Allevatore), ha abbassato progressivamente il momento dell’asciutta, portandolo a 45 giorni dai 60 di partenza e di prassi.

 

Risultato?

Tutto bene: due settimane in più di latte nel tank e vacche più facili da asciugare. Nessun problema poi, e dati i numeri della stalla (per produzione e fertilità, la cosa è da credersi).

 

Come lui ce ne sono altri, con più o meno lo stesso percorso e la stessa prassi adottata.

 

Al punto che sorge la domanda se non sia da definire un nuovo standard di riferimento per la durata dell’asciutta, dedicato a tipologie di stalle nelle quali le medie produttive siano estremamente elevate e le lattazioni persistenti.

 

Un tema che si affianca a quello del momento della prima fecondazione ovvero dell’aumento volontario dei tempi di attesa per avere lattazioni più lunghe.

 

In entrambi i casi la prassi di campo sta percorrendo nuove strade che chiedono alla ricerca un aggiornamento delle vecchie regole di riferimento per vacche e stalle assai diverse rispetto a un passato anche abbastanza recente.

 

mn