Di vittoria in vittoria…

È la questione di queste ore e gli animi sono caldi. Il riferimento è ovviamente all’accordo sul prezzo del latte in Lombardia. 

Non mancheranno le occasioni per raccogliere contributi e commenti dalle varie parti in causa, ma sicuramente ci sono aspetti di metodo che balzano agli occhi e che gettano più di un’ombra su un orizzonte – per i produttori di latte – che non è certo confortante. 

Se vogliamo il recente accordo è coerente con un percorso iniziato da tempo nel quale sembra di capire che l’avversario non sia tanto quello che si ha di fronte nella trattativa, ma quello che si ha – o si dovrebbe avere – a fianco, perché portatore degli stessi interessi, ossia di produrre latte e poterlo vendere a un prezzo il più remunerativo possibile.

In una trattativa così difficile solo un fronte compatto può sperare di avere qualche reale possibilità di ottenere risultati non di facciata ma sostanziali. La frantumazione che c’è nei fatti, invece, non fa che spalancare praterie sterminate alla controparte.

Passo dopo passo, di accordo in accordo, passano condizioni sempre più penalizzanti, che nei fatti diventano vincolanti per tutti i produttori. Se poi ci mettiamo il fatto che l’accordo lombardo fa da riferimento per tutto il panorama nazionale quanto a contrattualistica, si vede bene l’effetto leva di ogni decisione.

Il tutto reso più grave dalla mancanza di un organismo interprofessionale che leghi produttori, trasformatori e grande distribuzione a un destino comune (perché sono gambe dello stesso tavolo) senza il quale c’è e ci sarà spazio solo per chi al momento ha più forza contrattuale.

Per i produttori (che alla debolezza intrinseca della loro posizione sommano una divisione  sempre più insanabile nelle loro rappresentanze) non resterà nei fatti che fare buon viso a cattivo gioco: arrabbiarsi, imprecare e accettare.  

Magari convincersi anche che questo ultimo accordo sia una vittoria.  Come del resto viene presentata.

La paura però è che di vittoria in vittoria si chiudano le stalle.

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