Compost barn: quel muretto lo metto o non lo metto?

Guardate la fotografia. Come si può vedere rappresenta una bellissima stalla del tipo compost barn. Spicca la lettiera appena lavorata, il benessere animale indiscutibile, le bovine di razza Reggiana e altri dettagli strutturali non da poco. 

Il punto però su cui fermare l’attenzione (le frecce sono per questo) è il muretto che divide al zona di riposo a lettiera dalla corsia di alimentazione piena con ruspetta. 

Perché?

Perché potrebbe essere meglio se non ci fosse, come spiegato dal dr. Lorenzo Leso dell’Università di Firenze, (che potete ascoltare qui nella Serata Streaming-Up in cui era ospite – ne vale la pena) in un convegno di qualche mese fa dedicato anche alla questione compost barn .

Il perché è presto spiegato: obbligando le bovine a passare alla zona di alimentazione solo attraverso  pochi passaggi le si obbliga a un camminamento prolungato sulla parte di lettiera contigua al muretto, che quindi decadrà rapidamente diventando praticamente inutilizzabile e riducendo la superficie utile, specialmente in periodi critici come l’inverno.

Il suggerimento è invece quello di non avere muretto, lasciare spazio libero (eccetto per gli abbeveratoi) così che le bovine accedano alla zona di alimentazione liberamente dal punto che preferiscono, eliminando l’inconveniente citato. 

Già, e quando si devono tenere separate tutte quante per lavorare la lettiera? Semplice: si tira un cavo elettrificato, tipo quello per i pascolo, e le bovine se ne stanno tranquille in corsia. 

Trattandosi di una lettiera a compost non esiste un grande problema di altezza della lettiera medesima, perché il compostaggio porta al suo abbassamento e, comunque, si potrebbe sempre mettere più materiale nella parte più lontana dalla corsia di alimentazione. 

Questo è uno spunto interessante che vi giro volentieri. Certo non la verità indiscutibile, ma pur sempre un punto su cui ragionare, magari anche solo per dissentire. 

O magari no. 

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