Lettiera compostata: la volevano calda, adesso un po’ meno

Si può sintetizzare così il trend in corso per quel che riguarda la lettiera compostata. 

Inizialmente proprio il suo riscaldamento ad opera delle moltiplicazioni batteriche e, quindi, del processo di compostaggio continuo, veniva ritenuto uno dei punti chiave della lettiera compostata. Questo calore avrebbe garantito un effetto sterilizzante, da un lato, e aiutato l’evaporazione, dall’altro.

Tuttavia la realtà dei fatti – spiega il mio amico ricercatore che è anche uno dei punti di riferimento in Italia per questo argomento – ha dimostrato che le cose vanno un po’ diversamente. Raramente, per non dire mai si raggiungono i 50°C, soglia di sicurezza batterica. Quello che succede nella realtà è che si hanno temperature attorno ai 35-40°C, temperature ottimali per la crescita dei patogeni

Insomma, anziché la sterilizzazione si ottiene l’esatto opposto, lo stimolo della crescita dei patogeni. 

Perché questo avviene?

Il mantenimento di alte temperature nella lettiera avviene solo se ci sono le giuste condizioni per la crescita dei batteri coinvolti nel processo di compostaggio: ossigeno e corretto rapporto tra carbonio e azoto.

Per questo il materiale di lettiera può essere un punto critico quando, per la presenza prevalente di liquame, il rapporto tende a sbilanciarsi verso l’azoto. Solo un adeguato “rabbocco” con lettiera (che apporta carbonio) in proporzione può mantenere costante l’equilibrio desiderato. 

Non solo. 

Se aumenta l’umidità della lettiera causa di deiezioni e urine delle bovine diminuisce molto la porosità del materiale e, quindi, la quantità di ossigeno nel substrato. È inevitabile: più cresce la frazione liquida nella lettiera meno aria è contenuta in essa. Anche in questo caso si sottrare un elemento fondamentale, l’ossigeno, ai batteri compostanti (e riscaldanti) la lettiera. 

C’è poi anche una questione pratica. Se si vuole che funzioni la profondità deve essere di almeno 50 centimetri. Profondità inferiori portano a un minore riscaldamento della massa, perché a parità di volume è tropo esposta allo scambio termico. Per assicurare una profondità di 50 cm serve realizzare nella stalla una buca di questa misura, da riempire con la lettiera, cosa che crea una rigidità strutturale notevole

Insomma, una lettiera calda è molto difficile da avere e mantenere, col rischio di averla invece “quasi calda” e, quindi, più pericolosa che utile. 

Ecco perché il trend in materia di compost barn è quello di avere lettiere meno profonde, attorno a 20-30 cm, fredde, per le quali il lavoro e l’attenzione per avere il materiale asciutto è a carico della corretta ventilazione e del giusto carico di animali.

Sono i due pivot su cui tutta l’impalcatura del compost barn si regge e funziona. Perché è vero che è eccellente se questi due punti funzionano. Ma se la ventilazione è insufficiente o il carico animale troppo elevato è molto, molto peggio delle cuccette.

(Di compost barn ne abbiamo parlato anche qui, quo e qua).