Se la vacca decide di mangiare di meno per salvaguardare il rumine

Della serie: se non ci fosse il buon senso della vacca a ridurre il danno che fanno allevatori, tecnici, nutrizionisti e compagnia bella, poveri noi. È una battuta, sia chiaro.

Ma c’è del vero.

Cosa fa, infatti, la bovina quando deve fronteggiare situazioni di razione non corretta? Semplice, mangia di meno. È quello che viene chiamato Off Feed, ed è stato illustrato in un recente interessante webinar. 

Immaginiamo – questo l’esempio fatto – una razione squilibrata sull’amido. Cosa tutt’altro che impossibile, viste le oscillazioni nella pratica, anche se sulla carta tutto è perfetto. Aggiungiamoci la possibilità che una non sufficiente miscelazione o una struttura non omogenea permetta alle bovine di selezionare cosa mangiare, così che la prima parte del pasto sia molto più ricca di concentrati rispetto alla fibra. 

Ebbene, il pH ruminale crolla. Il secondo giorno questo problema si accentua, e quel che è più grave è che il tempo in cui il pH ruminale si mantiene sotto la soglia di sicurezza si prolunga. 

A questo punto cosa fa la bovina? Corre ai ripari. E per ripristinare un minimo di benessere ruminale riduce l’assunzione di alimento. Passati un paio di giorni, con il pH che si è ristabilito, ricomincia l’assunzione normale di alimento, ma ecco che il fenomeno, se la miscelata non è cambiata, si ripropone

Avrete capito che una bovina in queste condizioni non sarà produttiva, mangerà meno di quanto dovrebbe, avrà una situazione di acidosi più o meno importante e ripetuta cosa che – tra l’altro – determinerà una ipercheratosi delle mucose ruminali, riducendo la capacità del rumine di assorbire gli acidi grassi volatili che si liberano durante le fermentazioni ruminali, andando così ad aggravare la situazione di acidosi. 

Tutto ciò creerà poi le premesse per altre problematiche sanitarie, ad esempio a carico di piedi e mammella. Il tutto, ovviamente, moltiplicato per le bovine della mandria dà la misura del problema.