Box di asciutta e di post-parto a geometria variabile: sempre lo spazio giusto, dove serve, quando serve

Molte riflessioni, molti ragionamenti, molte valutazioni sono dedicate alla definizione delle migliori soluzioni per per zona di asciutta e zona post-parto quando ci si imbarca in una nuova stalla. Ovvero, anche quando si riesce a mettere mano all’esistente, con qualche upgrade strategico.

Il problema delle superfici in una stalla, tuttavia – e questo con buona pace dei tabellari del benessere – non è cosa che si definisca una volta per tutte e per tutto l’anno. 

L’andamento dei mesi porta sempre, tranne rare eccezioni, al formarsi di situazioni di ingombro più o meno importanti vuoi nel settore di asciutta, vuoi in quello di post-parto, e poi nelle aree a vitellaia, e così via. Le bovine, si sa, non sono macchine completamente programmabili: si fa molto, ma non si riesce a fare tutto, perché l’imprevisto è sempre in agguato.

Ecco allora che ci sono spazi ottimi sulla carta, che possono però andare stretti in certi momenti, e larghi in certi altri.

La soluzione a un problema dinamico non può quindi che essere dinamica essa stessa. 

Come qui. 

L’obiettivo era avere un box di fine asciutta e un box di post-parto in grado di essere sempre delle misure ottimali per il benessere delle bovine. Raggiunto? Direi di sì.

Innanzitutto c’è il box, su lettiera di paglia, per le asciutte. Contiguo ad esso c’è il recinto di post-parto, che è diviso da quello di asciutta da un cancello. Ma, e questo è il vantaggio, qualora ci sia un picco di bovine nel post parto non si deve sacrificare la loro comodità con una riduzione dello spazio disponibile o ridurre il loro tempo di permanenza del box, come può capitare quando box e spazi sono rigidi, e bisogna fare spazio e nuove bovine che entrano o rassegnarsi a un momentaneo sovraffollamento.

Qui questi spazi non sono rigidi, ma modulabili in base alle necessità, grazie a un cancello che riduce momentaneamente l’area di asciutta e allarga quella di post-parto in base alle esigenze.

Certo, per le asciutte la superficie diminuisce, ma è altrettanto vero che se c’è un picco di animali nel post parto si sarà conseguentemente ridotto il numero di bovine nella zona di asciutta (dove avvengono i parti) e quindi le superfici restano comunque adeguate, sia pure con una temporanea riduzione. 

Molte riflessioni, molti ragionamenti, molte valutazioni sono dedicate alla definizione delle migliori soluzioni allorché si tratta di definire gli spazi ideali per zona di asciutta e zona post-parto quando ci si imbarca in una nuova stalla. Ovvero, quando si riesce a mettere mano all’esistente con qualche upgrade strategico.

Il problema delle superfici in una stalla, tuttavia – e questo con buona pace dei tabellari del benessere – non è cosa che si definisca una volta per tutte e per tutto l’anno. 

L’andamento dei mesi porta sempre, tranne rare eccezioni, al formarsi di situazioni di ingombro più o meno importanti vuoi nel settore di asciutta, vuoi in quello di post-parto, e poi nelle aree a vitellaia, e così via. Le bovine, si sa, non sono macchine programmabili: si fa molto, ma non si riesce a fare tutto.

Ecco allora che ci sono spazi ottimi sulla carta, che possono però andare stretti in certi momenti, e larghi in certi altri.

La soluzione a un problema dinamico non può che essere dinamica essa stessa. 

Come qui. 

Punto di partenza era garantire un’area di assoluto benessere alle bovine, ma che permettesse anche una separazione degli animali post parto e, ancora, che potesse essere in grado di gestire situazioni diverse quanto a numero di animali, con il minimo stress.

L’obiettivo di avere un box di fine asciutta e un box di post parto in grado di essere sempre delle misure ottimali per il benessere delle bovine è stato raggiunto? 

Direi di sì.

Innanzitutto c’è il box, su lettiera di paglia, per le asciutte. Contiguo ad esso c’è il recinto di post parto, che è diviso da quello di asciutta da un cancello. Ma, e questo è il vantaggio, qualora ci sia un picco di bovine nel post parto non si deve sacrificare la loro comodità con una riduzione dello spazio disponibile o ridurre il loro tempo di permanenza del box, come può capitare quando box e spazi sono rigidi, e bisogna fare spazio e nuove bovine che entrano o rassegnarsi a un momentaneo sovraffollamento.

Qui questi spazi non sono rigidi, ma modulabili in base alle necessità, grazie a un cancello che riduce momentaneamente l’area di asciutta e allarga quella di post-parto in base alle esigenze.

Certo, per le asciutte la superficie diminuisce, ma è altrettanto vero che se c’è un picco di animali nel post parto si sarà conseguentemente ridotto il numero di bovine nella zona di asciutta (dove avvengono i parti) e quindi le superfici restano comunque adeguate, sia pure con una temporanea riduzione. 

Cosa che non accadrebbe se le divisioni fossero rigide, e allora si sconterebbe un sovraffollamento nel post parto mentre ci sarebbe più spazio del dovuto per la fase precedente. Come si vede niente di trascendentale, solo tanto buon senso in fase 

Cosa che non accadrebbe se le divisioni fossero rigide, e allora si sconterebbe un sovraffollamento nel post parto mentre ci sarebbe più spazio del dovuto per la fase precedente. 

Come si vede niente di trascendentale, solo tanto buon senso in fase.