Balloni di fieno con microchip incorporato (con tutte le informazioni che servono)

Quali informazioni può dare un ballone di fieno? Tante. Ad esempio ora e luogo di produzione, peso, umidità media e massima, fino ad arrivare alla presenza o assenza di conservati e antifungini.

 

Tutte informazioni utilissime al momento di formulare la razione, perché si sa che (quasi) ogni ballone fa storia a sé e non è detto che le caratteristiche dell’uno sono le stesse dell’altro.

 

Già, ma come le dà il ballone queste informazioni, e come è possibile che queste informazioni entrino direttamente nel circuito informativo elettronico aziendale?

 

Con un tag, ossia un microchip.

 

La novità che avanza in campo di attrezzature per la foraggicoltura (tratteremo l’argomento sul numero 4 di Professione Allevatore) è infatti data dalle maxi-presse più tecnologicamente avanzate che offrono da qualche tempo la possibilità di abbinare alle balle quadre un’etichetta intelligente – incorporata nel filo o applicata altrimenti – che contiene diverse informazioni sulla balla stessa.

 

Le informazioni che l’etichetta riporta saranno sempre disponibili e potranno essere lette grazie a scanner, che nelle versioni più semplici somigliano a quei lettori che si usano nei supermercati, ma in quelle più avanzate sono montati sui telescopici e possono leggere fino a tre balle alla distanza di un metro e mezzo circa.

 

Che il microchip sia incorporato nel filo e posto altrove, le operazioni aggiuntive sono minime e automatizzate, per cui l’operatore non è caricato di alcun lavoro aggiuntivo.

 

C’è però un carico economico, visto che il costo dei tag – o dello spago che li contiene – non è trascurabile.

 

Buono a sapersi.

 

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